Morbidezza. La caratteristica che più di ogni altra definisce il vitigno da cui nasce il leggendario, e inavvicinabilmente costoso, Pétrus, non è un profumo né un gusto ma una percezione tattile: la sensazione setosa con cui i suoi finissimi tannini accarezzano il palato.
È uno dei grandi vitigni bianchi del Friuli. La specifica “gialla” lo distingue sia dalla assai meno pregiata, e oggi anche meno coltivata, ribolla verde, sia dalla ribolla nera, nome tradizionale dello schioppettino.
Produce grappoli piccoli e compatti con acini, al contrario, piuttosto grossi. I vini che se ne ricavano sono caratterizzati da una notevole acidità che li rende freschi e di facile bevibilità. Vini eleganti e rinomati da secoli, tanto da essere citati già da Boccaccio.
Il pianeta degli appassionati di vino si divide tra gli estimatori del cabernet sauvignon e gli amanti del pinot nero come l'Italia medioevale era divisa tra Guelfi e Ghibellini.
Difficile non innamorarsi di un buon Gewürztraminer e della ricchezza di profumi esotici che questa uva trasmette al vino. Un'uva classificata a bacca bianca ma i cui acini, al momento della vendemmia, mostrano una inconfondibile quanto sorprendente gamma di colori che va dal ramato al rosso brillante.
Quando è impiegata per produrre vini monovarietali, l'uva sauvignon blanc dà origine a bianchi con un corredo aromatico tra i più facilmente riconoscibili del mondo.
La firma del vitigno è l'emergere, insieme alle note fruttate, di un fresco profumo vegetale solitamente descritto come simile a quello delle foglie di pomodoro, spesso con una nota di salvia o di prato falciato. Insolite sfumature vegetali che condivide con il rosso cabernet sauvignon, somiglianza aromatica sotto la quale si cela, come hanno rivelato gli studi più recenti, una solida parentela genetica.
Coltivato anche in altre regioni, il marzemino appartiene alla nobile famiglia dei vitigni autoctoni del Trentino-Alto Adige.
Dopo molte ipotesi più o meno affascinanti e fantasiose sulle sue origini, grazie all'analisi del Dna oggi si sa con certezza che, come il lagrein, è figlio del teroldego tramite l'incrocio con un'altra varietà ancora da identificare.
Acidità e sapidità unite a estratti - le particelle solide che danno la sensazione di corposità sul palato - insolitamente abbondanti per un vitigno bianco, fanno del riesling l'orgoglio vitivinicolo della Germania, Paese da cui si è diffuso in tutto il mondo.
L'acidità, in particolare, può raggiungere livelli tali da dare ai Riesling giovani un gusto quasi tagliente. Cosa che a volte viene compensata lasciando nei vini un notevole residuo zuccherino per ammorbidirlo e che, d'altra parte, regala una eccezionale capacità di invecchiamento.
Inventato alla fine dell'Ottocento da un agronomo svizzero che lavorava in Germania, il müller thurgau è stato subito adottato dai viticoltori tedeschi e la sua diffusione è poi arrivata fino a paesi lontani come la Nuova Zelanda. Ma è lungo i pendii alpini del Trentino-Alto Adige che ha trovato la sua ambientazione ideale.
Questo vitigno tipico delle vallate settentrionali del Trentino-Alto Adige è tradizionalmente vinificato in due diversi stili: rosato e dunkel, cioè scuro. Quest'ultima versione, che è quella in cui le caratteristiche dell'uva si esprimono fino in fondo, tiene fede al suo nome con un colore decisamente carico, a volte quasi impenetrabile, che mostra subito il suo carattere. Un carattere la cui forza è tutt'altro che facile da gestire, con una combinazione di elevata acidità e forte presenza di tannini, e può dare vini sinceri ma un po' scorbutici.
Le vigne di teroldego che coprono la Piana Rotaliana, orlata dalle Alpi a nord di Trento, sono tra le più tradizionali cartoline trentine. Così come i vini che prendono il nome dell’uva da cui nascono sono fra le più note espressioni della cultura vinicola del territorio.