Praticamente inesistente nei vigneti al di fuori della Sicilia, la sua coltivazione sull'isola, e in particolare nel trapanese, è tanto intensa che anche così riesce a essere, dopo l'onnipresente trebbiano, il vitigno a bacca bianca più diffuso di tutta Italia.
Varietà sicuramente autoctona, selezionata dai contadini siciliani nel corso dei secoli, è perfettamente adattata al clima e al suolo locali e da sempre, con la sua produttività abbondante e affidabile annata dopo annata, rappresenta la base del reddito di molte famiglie.
Come succede per molti vitigni di questo tipo in ogni regione del Paese, a fronte della abbondante produzione, fino a un passato piuttosto recente non è mai stato considerato particolarmente entusiasmante come base per grandi vini.
Ma, di nuovo, come molti vitigni selezionati nella storia per il loro vigore più che per l'eleganza, nascondeva nei suoi geni la capacità di produrre vini straoridinari non appena qualcuno cominciasse a guardarlo con occhi diversi e trattarlo con il rispetto che merita. Ecco allora comparire bianchi dai profumi sontuosamente ricchi e con una morbidezza e una freschezza che deliziano il palato.