Fiano

Nella moltitudine di vitigni autoctoni dimenticati e poi frettolosamente riscoperti sull'onda della moda, il campano fiano emerge per la continuità ininterrotta della sua coltivazione.

Un successo senza cedimenti fondato sulla capacità di questa varietà di dare vini che coniugano l'eleganza sottile dei profumi con una straordinaria ricchezza e freschezza in bocca. Vini per palati fini, molto apprezzati dall'imperatore Federico II come dal re Carlo d'Angiò e, prima di loro, da molti nobili romani. Come oggi sono apprezzati in Italia e, sempre di più, nel mondo.

Al punto che negli ultimi anni il fiano è approdato anche nei vigneti australiani dove è molto apprezzato per la sua lenta maturazione che, a differenza di altre varietà bianche, regge bene lo spostamento climatico verso temperature più alte.

Non c'è dubbio, però, che i risultati migliori continua a darli nella sua nativa Campania e, più in particolare, sulle pendici appenniniche dell'Irpinia che per secoli ha custodito gelosamente quello che era quasi un monopolio.