Nebbiolo

Forte, affascinante, scontroso e difficile, il nebbiolo è il vitigno delle emozioni che sanno dare i grandi vini piemontesi, Barolo e Barbaresco in testa. Ma è un vitigno che, a chi lo coltiva, non regala niente. Esige di essere piantato nei migliori terreni di marna calcarea, sulle colline con la più favorevole esposizione.

Ha bisogno di una buona ventilazione che tenga lontane le muffe, che non sia però eccessiva per evitare il rischio delle gelate. Perché è uno dei vitigni più tardivi nella vendemmia, che si spinge sempre fino a ottobre inoltrato, quando sulle colline compaiono le nebbie che forse gli danno il nome, ma anche uno dei primi a germogliare alla fine dell'inverno.

Insomma, per portare a maturazione i suoi acini tondi e quasi grigi per lo strato di pruina – la sostanza cerosa che li ricopre - il nebbiolo si prende tempo. Così come ci vuole poi tempo, a volte molti anni, per domare i vini che se ne ricavano, sempre ricchi di tannini e di acidità, i due elementi che danno longevità e capacità di evoluzione.