Vitigno a bacca bianca di antichissima tradizione, per l'enologia moderna ha potenzialità ancora in buona parte da scoprire. Un tempo era molto diffuso nei vigneti di Abruzzo, Marche e Lazio. Poi, a causa della ridotta resa quantitativa, è stato praticamente abbandonato fino allo sbocciare della tendenza alla valorizzazione delle varietà autoctone, una decina di anni fa.
Nel passato, quando le viti convivevano con altre colture era piantato lungo i tratturi, sentieri dei trasferimenti stagionali delle greggi, ed è quasi sicuramente a questo che deve il suo insolito nome.
Nella riscoperta attuale, coltivato in vigne gestite secondo i criteri agronomici moderni, sta dimostrando di essere capace di dare vini con una straordinaria ampiezza di profumi, dal fruttato al floreale passando per vivaci note balsamiche. Vini che al palato sono caratterizzati da una spiccata acidità e da una robusta corposità, a volte con una piacevole nota sapida.