Profumo, freschezza e un'accattivante sensazione di leggerezza. Sono le caratteristiche che negli ultimi anni hanno permesso ai vini da pinot grigio di conquistare uno straordinario successo mondiale, ben al di là di quanto l'originario pinot gris vinificato alla francese avesse mai saputo fare.
Quello che è avvenuto nel passaggio da un lato all'altro delle Alpi, infatti, è ben più che una traduzione del nome. È soprattutto un cambiamento dello stile di vinificazione, dalla robustezza a volte sontuosamente ricca ma anche un po' intimidente dei francesi alla fresca levità italiana. Un cambiamento di carattere che mostra bene la versatilità del vitigno.
Nato da una casuale mutazione genetica del pinot nero, le sue piante, grappoli compresi, sono del tutto indistinguibili da quelle del capostipite fino al momento che gli specialisti chiamano invaiatura, cioè l'inizio della colorazione degli acini. Anche a maturazione completata, mostra però sempre i segni delle sue origini, con grappoli che a volte contengono chicchi di colori diversi, dal bianco al rosso rame.
La variabilità dell'uva si manifesta anche nei vini. Sugli scaffali si trovano tanti ottimi Pinot Grigio ma anche prodotti decisamente poco rappresentativi delle qualità del vitigno.